
Il doppio
Quale potrebbe essere una definizione corretta di doppio? Se ci pensiamo, concettualmente, è come contenere l’universo: ossia, praticamente impossibile. Questo perché il doppio è quanto di più articolato possa definirsi. Qualcosa di doppio può avere un’accezione anche negativa. Ma nel nostro caso, parleremo del doppio come molteplice scopo d’uso. Una sorta di nuova vita delle cose, persino di miglioramento. Questa pratica è molto più diffusa di quanto si pensi e permette a molti edifici di avere nuova vita e bellezza. Non solo, ma ne permette anche uno scorcio totalmente diverso. La Varese Nascosta è un gruppo da sempre attivo nel cercare di raccontare le tante peculiarità e contraddizioni del nostro territorio, e ha messo in evidenza proprio uno dei casi dove il doppio è stata la combinazione perfetta per creare qualcosa di unico e magico. Grazie al lavoro di tanti volontari e membri attivi che condividono contenuti ed effettuano diversi sopralluoghi in alcune delle zone che meritano attenzione ed interventi da parte delle istituzioni.
La nostra magia si trova proprio in una delle porte d’ingresso alla città, ossia davanti alla stazione delle ferrovie dello stato e praticamente adiacente a quella delle ferrovie Nord, in prossimità di Piazza Trento Trieste. Luogo che giornalmente studenti e lavoratori attraversano, spesso con il capo chino e senza accorgersi di ciò che potrebbe regalare uno spiraglio di stupore in una giornata uguale a molte altre.
In questa località, si trova un edificio che sarebbe passato completamente anonimo ma che un grande artista rese speciale. Nel 1998 l’artista Renato Reggiori realizzò un enorme murales su una delle facciate dell’edificio. Tinte calde e nitide ne caratterizzano tutta la struttura e l’opera rappresenta frammenti della vita di Gesù e luoghi celebri della provincia. Il pittore, originario di Caravate, volle così rendere omaggio alla città giardino che tanto amava.
Si possono notare alcune piccole perle della provincia come Santa Caterina del Sasso e Santo Stefano di Bizzozero. 24 affreschi che si stagliano come un museo d’arte a cielo aperto, e che Reggioni volle proprio in una delle zone dove non ci si aspetterebbe mai di trovare arte. Posizionato in alto, alla portata della vista di tutti. Condivisa e fruibile a chiunque senza distinzioni. In qualsiasi momento della giornata, ferma nella meraviglia statica di un capolavoro che attraversa i decenni e il tempo che passa. A causa delle intemperie, il dipinto versa in condizioni precarie ma nulla è stato tolto al fascino che esercita e a quella profonda riflessione del doppio. E’ comunque oggetto di attenzione di tanti visitatori e lo stato attuale ha attivato anche lo stesso gruppo culturale per porre attenzione sulla manutenzione stessa degli affreschi. Il doppio ci permette di comprendere quanto possa essere limitato il pensiero riguardo alla cose e alla loro destinazione. Gli oggetti sono creati dall’uomo e possono rappresentare le molteplici forme dello stesso creatore. Come un palazzo può essere la tela di un’artista, così anche tantissime altre cose possono trasformarsi. Molte aziende utilizzano i loro spazi per fare mostre espositive portando la bellezza anche a chi lavora e ne può approfittare nei momenti di svago e pausa. Il doppio è la mazza che abbatte il muro limitante del precostituito e definito.