
Condòmini Vs Amministratori: la sentenza
«3 anni fa, nel 2019 abbiamo capito che qualcosa non andava in merito a presunti lavori che dovevano
essere svolti con urgenza, ci siamo impuntati, riscontrando anomalie a livello di lavori e spiegazioni che non arrivavano, abbiamo iniziato a provare a cambiare amministratore».
Così inizia il racconto di Carlo – nome di fantasia – condòmino che oggi ci racconta di una vera e propria
avventura che lui e gli altri condòmini suoi vicini (per un totale di 30 nuclei) hanno vissuto, un percorso
travagliato che ha portato a una vera e propria sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Torino, il 17
novembre 2022.
«Secondo la prassi normale, con 166 millesimi avremmo potuto riunirci in assemblea straordinaria e
nominare un nuovo amministratore, opportunità che ci è sempre stata negata, quando abbiamo chiesto sia come singoli sia tramite avvocato, la risposta era sempre la stessa, con la scusa del Covid non ci si poteva riunire in assemblee. Inoltre, ci è stato anche negato accedere all’anagrafe condominiale, anche tramite gli avvocati».
Quello con cui i condòmini torinesi si sono dovuti scontrare, insomma, è stato un ostruzionismo rispetto alla nomina di un nuovo amministratore, «negli ultimi anni sono stati svolti lavori abusivi nel condominio, con tanto di pratiche di architetti e geometri che hanno messo la firma su lavori abusivi rispetto ai disegni depositati negli uffici comunali competenti».
«Alla fine, la revoca è stata confermata e oggi ci troviamo con un amministratore giudiziario subentrato un mese fa, gli abbiamo dato fiducia, in assemblea c’era già un revisore dei conti che ha presentato una
documentazione accurata e precisa, ha fatto gran lavoro. Purtroppo, siamo rimasti stupiti davanti a un
debito di 90 mila euro, negli ultimi 3 anni siamo riusciti a non approvare i consuntivi di spesa ma nonostante questo l’amministratore aveva proceduto lo stesso, ha continuato a spendere soldi per lavori non deliberati, i debiti risalgono al 2014, è un caso di totale mala gestione».
Come se non bastasse, quindi, un’altra amara sorpresa per i condòmini, i quali andranno «in causa per
riavere le somme versate in questi anni o che non sono state autorizzate a essere prelevate, l’amministratore in carica ci ha messi al corrente di varie voci di spesa pagate ma non andate a buon fine, si tratta di un debito pesante con documenti non riportati durante il passaggio di consegne, bisogna capire dove siano finite certe somme, senza contare il danno di immagine a carico del precedente amministratore, valuteranno gli avvocati».
Non è stato semplice per Carlo raccontarci la sue esperienza, ma ha deciso di farlo perchè il suo racconto serva «da monito per i condòmini che stanno affrontando una situazione simile».